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BOMBINO BIANCO

IL BIANCO ITALIANO DELLA COSTA EST

BOMBINO BIANCO

VITIGNO

Il Bombino Bianco è sempre stato coltivato principalmente in Puglia, regione situata a sud-est (il tacco dello stivale) della penisola italiana.

La Puglia possiede una cultura vinicola delle più antiche tradizioni, dove le sue pianure sono state un santuario per vigneti e uliveti fin dai tempi di fenici e greci. Oggigiorno, la Puglia produce più vini di quasi qualsiasi altra regione italiana, benché la maggior parte dei vini pugliesi siano usati some vini da taglio, atti a rinforzare vini più deboli. È la regione con meno aree montuosi in tutta Italia e consiste per la maggior parte di vaste pianure e colline. Le uniche aree montuose, il promontorio del Gargano e i Monti Dauni, non superano i 1,150 metri e sono situate del nord della regione (1).

Al di fuori della Puglia, il Bombino Bianco è anche coltivato nelle ricche e fertili pianure dell’Emilia-Romagna, nel clima mediterraneo dell’Abruzzo, nelle pianure del Lazio, le colline centrali dell’Umbria e l’antico isola della Sardegna. Il Bombino Bianco è una varietà di bianco di origine sconosciuta. Alcuni esperti sostengono che sia stato portato in Italia dai cavalieri templari durante le cruciate, altri sostengono sia di origine spagnola. Tuttavia, non è stata riportata alcuna documentazione realistica a sostegno di una o dell’altra ipotesi. Il suo nome deriva probabilmente dalla forma unica del grappolo, che richiama quella di un neonato accoccolato e non ha nulla a che vedere con le bombe (frutta, piccola o grande). Un’altra ipotesi è che quello sia il nome sia una storpiatura di ‘bonvino’. Ricerche recenti suggeriscono che il Bombino Bianco sia l’avo di altri due cultivar pugliesi, l’Impigno e il Moscatello Selvatico (2).

Fino a poco tempo fa, i meriti del Bombino Bianco non sono stati riconosciuti ed è stato spesso confuso con il Mostosa dell’Emilia-Romagna, con il Trebbiano Abruzzese, e più recentemente con l’Ottonese del Lazio.

Nell’area laziale dei Castelli Romani, la presenza di Bombino Bianco è stata documentata per secoli, anche se ricerche recenti hanno suggerito che sia identico all’Ottonese, una varietà tipica di zone più meridionali a cui è seguita una lunga sequenza di errori di semina; nella credenza che il Bombino Bianco sia identico al Mostosa (o Pagadebit), è stato seminato estensivamente in Emilia-Romagna, e per la stessa ragione, seminato anche in Abruzzo, in quanto ai produttori era stato detto che Pagadebit o Trebbiano Abruzzese fossero della stessa identica varietà.

Tuttavia, quando ai vivai veniva chiesto il Bombino Bianco, era probabile che al suo posto venisse mandata una delle altre varietà. Per esempio, la maggior parte dei produttori emiliano-romagnoli hanno detto che i vitigni disponibili negli ultimi venti o trent’anni erano senza ombra di dubbio Bombino Bianco e non vero Pagadebit. Per alimentare ulteriormente la confusione, queste varietà si comportano in modo differente nel vigneto e non producono vini di simili qualità.

Quindi mentre molti studiosi e contadini erano convinti di avere a che fare con il Bombino Bianco, è probabile che stessero coltivando o studiando mix di varietà distinte ma similari: vini più antichi della varietà originale sono stati inter-coltivati con vini più giovani di un’altra varietà all’interno dello stesso vigneto (2).

L’autentico Bombino Bianco è caratterizzato da grappoli conici, talvolta conico-cilindrici, di media grandezza; e acini piuttosto grandi.

È incluso nella miscela di due vini DOCG, entrambi del Lazio: il Frascati e il Frascati Cannellino. È talvolta utilizzato in miscele DOC come il pugliese Cacc’e’Mmitte di Lucera, Castel del Monte e San Severo, i laziali Marino e Frascati, il Trebbiano d’Abruzzo, l’emiliano-romagnolo Colli della Romagna Centrale ed il Pagadebit di Romagna. È anche ammesso nella miscela con circa quaranta vini IGT. Questa forte presenza è il testamento dell’importanza del Bombino Bianco (2).

I veri vini pugliesi Bombino Bianco sono più cremosi rispetto a quelli di altre regioni, con aromi e sapori di minerali, mandorle, anice e un accenno di albicocca e frutti tropicali. I Bombino Bianco laziali ed emiliano-romagnoli sono meno robusti, più erbacei e aspri. Donnardea è la prima azienda in Lazio ad aver adottato un approccio monovarietale. Nel sud-ovest del Lazio è ormai facile trovare bombino monovarietale, anche se viene etichettato come Ottonese, nome secondo cui questa varietà è conosciuta in quelle zone. Vini Ottonese sono molto acidi, aspri e minerali, e per questo motivo molti produttori preferiscono miscelarli con un Ballone o con una delle Malvasie locali, per ammorbidirne il sapore (2).

(1.) Botturi & Meraviglia "Panoramica sui vini italiani"
(2.) D'Agata, Ian. "Le uve da vini native d’Italia